Rischio dighe

Dettagli della notizia

Per ognuna delle dighe aventi le caratteristiche definite dall’art. 1 del decreto-legge del 8 agosto 1994, n. 507, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 ottobre 1994, n. 584, le cosiddette “grandi dighe”, è redatto un “Documento di Protezione civile” che stabilisce e specifica le condizioni per l’attivazione del sistema di Protezione civile e le comunicazioni e le procedure tecnico- amministrative da attuare:

  • • nel caso di eventi, possibili o in atto, coinvolgenti l’impianto di ritenuta o una sua parte e rilevanti ai fini della sicurezza della diga e dei territori di valle (rischio diga);
  • • nel caso di attivazione degli scarichi della diga stessa con portate per l’alveo di valle che possono comportare fenomeni di onda di piena e rischio di esondazione (rischio idraulico a valle).

Descrizione

neve

Il Documento di Protezione civile è predisposto dall’UTD (Ufficio tecnico per le dighe competente per territorio del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti - MIT), con il concorso dell’autorità idraulica competente per l’alveo di valle, della Protezione civile regionale, nonché del gestore e di tutte le componenti del sistema competenti territorialmente, ed è approvato dal Prefetto competente per il territorio in cui ricade la diga.
A seguito della definizione di una fase di allerta, così come definite nei vigenti Documenti di Protezione Civile, è necessario prevedere le azioni conseguenti per contrastare le situazioni di pericolo connesse con la propagazione di un’onda di piena originata da manovre degli organi di scarico ovvero dall’ipotetico collasso dello sbarramento.
La cosidetta “grande diga” che può interferire con il territorio comunale di Acquasanta Terme è la Diga di Poggio Cancelli.

3.6.1 DESCRIZIONE DELLA DIGA
La diga di Poggio Cancelli, iscritta al numero di archivio DGDighe n. S.N.D. 392/A, è ubicata nel Comune di Campotosto nella Provincia di L’Aquila.
La tipologia costruttiva della diga, definita ai sensi del D.M. 24/03/1982 e D.M. 26/06/2014, è in materiali sciolti di tipo zonato, e presenta, ai sensi della L. 584/94 un’altezza di 27,30 m ed un volume di invaso pari a 218.000.000 di mc.
Il Bacino idrografico di riferimento è quello del Fiume Tronto mentre il corso d’acqua che risulta sbarrato è il Rio Castellano in dx idrografica del Fiume Tronto. La superficie del bacino idrografico direttamente sotteso risulta pari a 47,50 Kmq mentre quella del Bacino allacciato pari a 96,0 Kmq.

L’utilizzazione prevalente è di tipo idroelettrico in esercizio normale. La quota massima di regolazione è a 1.317,50 m s.m., mentre la quota di massimo invaso è pari a 1.318,25 m s.m., con un volume di laminazione (compreso tra le quote di massima regolazione e massimo invaso) pari a
6.000.000 di mc.
La diga di Poggio Cancelli ha un franco (valutato ai sensi del D.M. 44/82) di 9,254 m.
Il serbatoio di Campotosto è sbarrato, oltre che dalla diga di Poggio Cancelli, anche dalle seguenti altre due “grandi dighe”:
- la diga di Sella Pedicate, posta a sud, sullo spartiacque tra il bacino del fiume Vomano e quello del Vallone S. Giovanni, realizzata per la maggior parte della sua lunghezza a gravità massiccia in calcestruzzo e per una minima parte in terra, per la quale, con nota n° 0028258 del 24/05/2018 è stato approvato dal Prefetto di L’Aquila l’ultimo aggiornamento del Documento di Protezione Civile (DPC) e con D.G.R. n. 482 del 05.08.2020 è stato approvato il Piano di Emergenza Diga (PED);
- la diga di Rio Fucino, posta a sud-est in corrispondenza dell'omonimo torrente, realizzata a gravità massiccia in calcestruzzo per la quale, con nota del 09/05/2018 n. 0024971, è stato approvato l’ultimo aggiornamento del DPC da parte della Prefettura dell’Aquila e con D.G.R. n. 650 del 04.11.2019 è stato approvato il Piano di Emergenza Diga (PED).
In sponda destra (rispetto alla diga di Rio Fucino) si trova una sella naturale denominata “Sella di Santa Maria degli Angeli”. Essa è stata interessata da interventi di controllo della piezometria (schermo di tenuta, sistema di gallerie con dreni nell’ammasso roccioso, articolata rete di piezometri e di misure delle filtrazioni). Sono anche monitorati gli spostamenti di alcune zone mediante un doppio sistema di pendoli rovesci.
La diga di Poggio Cancelli è munita unicamente di uno scarico di esaurimento a quota 1.297,76
m.s.m. per consentire il completo vuotamento della parte depressa del serbatoio in corrispondenza dell’opera. Il volume residuo è pari a circa 2.000.000 di mc.
La posizione della diga rispetto alla faglia attiva dei Monti della Laga e il rilievo geomorfologico dei corpi di frana presenti lungo le sponde del serbatoio di Campotosto risultano dalla cartografia ISPRA foglio CARG n. 349 scala 1:50.000 - Gran Sasso D’Italia - allegata al DPC della diga di Rio Fucino.
Circa 50 km a valle della diga di Poggio Cancelli sul fiume Tronto è presente l’invaso di Colombara, determinato dalla omonima diga, nel comune di Acquasanta Terme in provincia di Ascoli Piceno, di volume di invaso ai sensi della L. 584/94 pari a 500.000 mc. e volume di laminazione pari a 170.000 mc.
Lo sbarramento di Poggio Cancelli è privo di scarichi superficiali e profondi. Gli scarichi di sicurezza sono ubicati presso la diga di Rio Fucino. Per tale motivo sono integralmente richiamati i contenuti del Piano di Emergenza diga (PED) di Rio Fucino con particolare riferimento agli scenari di evento connessi al rischio idraulico a valle.
Disponibili al link https://www.regione.abruzzo.it/content/dighe-e-invasi

3.6.2 BACINO DEL FIUME TRONTO – RISCHIO ESONDAZIONE (Marche)
Il bacino del Fiume Tronto è costituito in gran parte da litotipi prevalentemente impermeabili che favoriscono complessivamente un elevato deflusso superficiale delle acque piovane e la possibilità di formazione di eventi di piena in considerazione degli alti valori che possono assumere i contributi

unitari, compresi tra 1,36 e 1,60 mc/sec per Km2, in grado di generare portate di piena dell’ordine di 1600–1900 mc/sec. Il tempo di corrivazione può raggiungere il valore di 16,5 ore.
Gli invasi presenti sono posizionati nella porzione montana del bacino e quindi possono consentire la laminazione delle onde di piena originatesi all’interno del relativo ambito territoriale.
Le principali criticità (aree a rischio esondazione elevato e molto elevato) presenti nel bacino del Fiume Tronto riguardano in particolare:
- il tratto a monte della confluenza con il Torrente Fluvione, dove le condizioni del corso d’acqua, in relazione anche all’andamento meandrante, pongono a rischio di esondazione, in occasione di eventi meteorologici eccezionali, entrambe le fasce laterali fino a monte dell’abitato di Ponte d’Arli.

FASI DI ALLERTA
FASI DI ALLERTA RELATIVE ALLA SICUREZZA DELLA DIGA E AZIONI CONSEGUENTI ALL’ATTIVAZIONE DELLE FASI (“RISCHIO DIGA”)
Le fasi di «preallerta», «vigilanza rinforzata», «pericolo» e «collasso» relative alla sicurezza della diga (“rischio diga”) sono attivate dal Gestore ricorrendo le condizioni di seguito stabilite e comportano le comunicazioni e le azioni di seguito parimenti indicate, oltre all’annotazione di attivazione e rientro sul registro della diga.
FASI DI ALLERTA RELATIVE AL RISCHIO IDRAULICO PER I TERRITORI A VALLE ED AZIONI CONSEGUENTI ALL’ATTIVAZIONE DELLE FASI (“RISCHIO IDRAULICO DI VALLE”)
Lo sbarramento è privo di scarichi superficiali e profondi. Non ci sono manovre di scarico da effettuare presso la diga di Poggio Cancelli in quanto gli scarichi di sicurezza sono presenti presso la diga di Rio Fucino.
Le fasi di “preallerta” e “allerta” relative al rischio idraulico per i territori di valle sono ricomprese ed esplicitate nel Documento di Protezione Civile della diga di Rio Fucino (con nota del 08/03/2024 n. 0013710 è stato approvato l’ultimo aggiornamento del DPC da parte della Prefettura di L’Aquila).
L’unico scarico presente è quello di esaurimento che ha una portata massima di 5m3/sec alla quota di massima regolazione utilizzato per il completo vuotamento del serbatoio a ridosso dell’opera a fini manutentivi. Per tale ragione non si ravvedono, relativamente alla diga di Poggio Cancelli, le

condizioni per l’attivazione delle procedure per “rischio idraulico a valle”, come definito dalla Direttiva. Le procedure di attivazione del suddetto scarico sono esplicitate nel Progetto di Gestione dell’invaso.
Altre disposizioni generali e sulle manovre degli organi di scarico
Le procedure di comunicazione stabilite dal presente Documento sono basate sulla efficienza della rete telefonica e/o internet, sulla efficienza della viabilità di accesso ai singoli impianti, nonché della rete elettrica.
Per eventi sismici o idraulici di forte intensità per i quali si verifichi la temporanea interruzione delle comunicazioni, sia di rete fissa che mobile, e/o problemi sulla viabilità, il Gestore dovrà acquisire con ogni mezzo disponibile le informazioni dalla diga, chiedendo l’eventuale supporto alle strutture operative territoriali di protezione civile, se necessario anche per l’accesso alla diga da parte dell’Ingegnere responsabile e di altro personale tecnico incaricato.
I flussi informativi e/o le richieste di supporto dovranno in tali condizioni convergere verso le Sale operative e/o verso i Centri di coordinamento dell’emergenza attivatisi, in particolare in presenza di danni, anomalie o malfunzionamenti, nelle more del ripristino delle comunicazioni.
In sintesi le fasi di allerta generalmente previste nei Documenti di Protezione Civile sono:
• rischio diga:
- Fase di Preallerta;
- Fase di Vigilanza Rinforzata;
- Fase di Pericolo;
- Fase di Collasso.
• rischio idraulico di valle:
- preallerta per rischio idraulico
- allerta per rischio idraulico.

A seguito della definizione di una fase di allerta, è necessario prevedere le azioni conseguenti per contrastare le situazioni di pericolo connesse con la propagazione di un’onda di piena originata da manovre degli organi di scarico ovvero dall’ipotetico collasso dello sbarramento. Tali azioni sono riportate nel Piano di Emergenza Dighe (PED).

Come comportarsi

PIENA (IPOTESI I) – ESERCIZIO PROVVISORIO (IPOTESI III) - FRANA (IPOTESI IV)
Si informa tempestivamente presso il Centro Funzionale dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile della Regione ABRUZZO, l’Agenzia Regionale di Protezione Civile della Regione Lazio e la Sala Operativa SOUP della Regione Marche della situazione idrometeorologica in atto.
Qualora, sulla base delle informazioni acquisite o ricevute, preveda la prosecuzione o l’intensificazione dell’evento:
si predispone, in termini organizzativi, a gestire le eventuali successive fasi di allerta (vigilanza rinforzata –caso I)
comunica l’attivazione della fase di preallerta, il livello di invaso e la portata scaricata o che si prevede di scaricare dalla diga di Rio Fucino e l’ora presumibile di inizio scarico, attivando anche separatamente le procedure previste nel DPC della diga di Rio Fucino
https://www.regione.abruzzo.it/system/files/protezione-civile/dighe-invasi/dpc_rio_fucino.pdf I destinatari della Comunicazione sono:
− Agenzia regionale di Protezione Civile della Regione ABRUZZO – Sala Operativa
−Centro Funzionale Regione Abruzzo
−Regione Lazio – Agenzia di Protezione Civile
−Regione Marche – Direzione Protezione Civile e Sicurezza del Territorio (SOUP)
− Prefettura di L’AQUILA
− Prefettura di TERAMO
− Prefettura di ASCOLI PICENO
− Prefettura di RIETI
− Autorità idrauliche regionali: Genio Civile di Teramo, Regione Marche – P.F. Tutela del Territorio diAscoli Piceno, Direzione Regionale Lazio LL.PP. Stazione Unica Appalti Risorse Idriche Difesa delSuolo (Roma).
− Autorità Idrauliche provinciali: Provincia di L’Aquila, Provincia di Rieti, Provincia di Teramo
−UTD di FIRENZE – Sede coordinata di PERUGIA
−Comune di Campotosto (AQ)
−Comune di Amatrice (RI)
comunica eventuali significative variazioni delle portate scaricate dalla diga di Rio Fucino, indicando sei valori sono in aumento o diminuzione, ovvero la cessazione della fase di preallerta.
SISMA (IPOTESI II)
Avvia con immediatezza i controlli secondo la procedura stabilita dal F.C.E.M. o disposta in via generale dalla DG Dighe in funzione di Magnitudo e distanza epicentrale, e in ogni caso:
-compie immediato sopralluogo al fine di rilevare eventuali anomalie o danni alla struttura che risultinosubito rilevabili o visivamente percepibili;
-comunica subito, per il tramite dell’Ingegnere responsabile, o del Responsabile della Gestione Tecnicala presenza o assenza di anomalie e danni immediatamente rilevabili e, se del caso, attiva le fasisuccessive. In caso di attivazione di una delle fasi successive, la comunicazione di cui sopra vienesostituita da quella prevista per l’attivazione della successiva specifica fase.
-completata la procedura, comunica gli esiti complessivi dei controlli sulla base delle valutazionitecniche dell’Ingegnere responsabile o del Responsabile della Gestione Tecnica, esprimendosi anche inmerito al rientro alla vigilanza ordinaria o alla necessità di attivare le successive fasi. In quest’ultimocaso le due comunicazioni (la presente e quella di attivazione della successiva fase), vengono inviatecontestualmente:
I destinatari della Comunicazione sono: UTD di FIRENZE – Sede coordinata di PERUGIA

Fermi restando gli obblighi di cui alla fase di «pre-allerta»:
INIZIO FASE:
Avvisa tempestivamente dell’attivazione della fase, comunicando (modello di comunicazione allegato al DPC) il livello d’invaso attuale, la natura dei fenomeni in atto e la loro prevedibile evoluzione:
I destinatari della Comunicazione sono:
- Agenzia regionale di Protezione Civile della Regione ABRUZZO – Sala Operativa
- Centro Funzionale Regione Abruzzo
- Regione Lazio – Agenzia di Protezione Civile
- Regione Marche – Direzione Protezione Civile e Sicurezza del Territorio (SOUP)
- Prefettura di L’AQUILA
- Prefettura di TERAMO
- Prefettura di ASCOLI PICENO
- Prefettura di RIETI
- Autorità idrauliche regionali: Genio Civile di Teramo, Regione Marche – P.F. Tutela del Territorio di Ascoli Piceno, Direzione Regionale Lazio LL.PP. Stazione Unica Appalti Risorse Idriche Difesa del Suolo (Roma).
- Autorità Idrauliche provinciali: Provincia di L’Aquila, Provincia di Rieti, Provincia di Teramo
- UTD di FIRENZE – Sede coordinata di PERUGIA
- Comune di Campotosto (AQ)
- Comune di Amatrice (RI)
- Dipartimento della Protezione Civile
In caso di sisma (ipotesi III), la comunicazione è integrata dalle informazioni sull’entità dei danni o dei comportamenti anomali registrati, sulla natura dei fenomeni e sui provvedimenti assunti.
- Garantisce il coordinamento delle operazioni e l’intervento dell’Ingegnere responsabile della sicurezza, presente presso la diga ove necessario.
- Assicura la sorveglianza delle opere con presenza continua e permanente in loco di personale tecnico qualificato.
- In caso di evento di piena apre gli scarichi ubicati presso la diga di Rio Fucino, quando necessario al fine di non superare la quota di massimo invaso pari a 1318,25 m s.m., attivando le procedure previste nel DPC della diga di Rio Fucino;
- Attua gli eventuali altri provvedimenti necessari per controllare e contenere gli effetti dei fenomeni in atto.
DURANTE LA FASE:
Oltre agli obblighi sopra indicati, tiene informate (con analogo modello di comunicazione) le amministrazioni destinatarie della comunicazione di attivazione della fase sull’evolversi della situazione, comunicando il livello d’invaso, le manovre sugli organi di scarico (ubicati presso la diga di Rio Fucino) già effettuate e/o previste, l’andamento temporale delle portate scaricate dall’inizio della fase e, ove possibile, la massima portata che si prevede di dover scaricare
Qualora le condizioni lo richiedano, attiva la successiva fase di “Pericolo”. FINE FASE:
Comunica (con analogo modello di comunicazione) alle Amministrazioni destinatarie della comunicazione di attivazione, il rientro della fase, che avviene al cessare delle condizioni che l’hanno determinata, con il ritorno alle condizioni di vigilanza ordinaria o di preallerta.

Fermi restando gli obblighi di cui alla fase di «vigilanza rinforzata»: INIZIO FASE:
Avvisa dell’attivazione della fase e mantiene costantemente informati (con comunicazioni almeno ogni 12-24 ore e comunque in caso di variazioni dei fenomeni) (modello di comunicazione allegato al DPC + sintetica relazione) sulla situazione e il suo evolversi e le relative possibili conseguenze: I destinatari della Comunicazione sono:
- Agenzia regionale di Protezione Civile della Regione ABRUZZO – Sala Operativa
- Centro Funzionale Regione Abruzzo
- Regione Lazio – Agenzia di Protezione Civile
- Regione Marche – Direzione Protezione Civile e Sicurezza del Territorio (SOUP)
- Prefettura di L’AQUILA
- Prefettura di TERAMO
- Prefettura di ASCOLI PICENO
- Prefettura di RIETI
- Autorità idrauliche regionali: Genio Civile di Teramo, Regione Marche – P.F. Tutela del Territorio di Ascoli Piceno, Direzione Regionale Lazio LL.PP. Stazione Unica Appalti Risorse Idriche Difesa del Suolo (Roma).
- Autorità Idrauliche provinciali: Provincia di L’Aquila, Provincia di Rieti, Provincia di Teramo
- UTD di FIRENZE – Sede coordinata di PERUGIA
- Dipartimento della Protezione Civile
- Comuni di: Campotosto (Aq), Amatrice (Ri), Accumuli (Ri), Arquata Del Tronto (Ap), Acquasanta Terme (Ap), Roccafluvione (Ap), Ascoli Piceno, Maltignano (Ap), Sant’Egidio Alla Vibrata (Te), Ancarano (Te), Colli Del Tronto (Ap), Spinetoli (Ap), Controguerra (Te), Monsampolo Del Tronto (Ap), Colonnella (Te), Monteprandone (Ap), Martinsicuro (Te), San Benedetto Del Tronto (Ap)
In caso di eventi che comportano pericolo istantaneo per la diga di Poggio Cancelli e che determinano la necessità di svaso immediato con le aperture degli organi di scarico ubicati presso la diga di Rio Fucino, il Gestore attua le azioni e le comunicazioni previste nel DPC della diga di Rio Fucino. https://www.regione.abruzzo.it/system/files/protezione-civile/dighe- invasi/dpc_rio_fucino.pdf
- Garantisce l’intervento dell’Ingegnere Responsabile della sicurezza presso la diga o del Sostituto Ingegnere Responsabile;
- Mette in atto tutti i provvedimenti necessari per contenere gli effetti dei fenomeni in corso.
DURANTE LA FASE:
Oltre agli obblighi sopra indicati, tiene informate (con analogo modello di comunicazione) le amministrazioni destinatarie della comunicazione di attivazione della fase sull’evolversi della situazione ed in particolare su eventuali variazioni dei fenomeni in atto.
Qualora le condizioni lo richiedano, attiva la successiva fase di “Collasso Diga”. FINE FASE:
- Comunica (con analogo modello di comunicazione) alle amministrazioni destinatarie della comunicazione di attivazione, il rientro della suddetta fase che avviene al cessare delle condizioni che l’hanno determinata, con il ritorno alla «vigilanza rinforzata» o direttamente alle condizioni di
«vigilanza ordinaria»;
- Presenta, al termine dell’evento e comunque entro 24 ore dalla comunicazione di rientro dalla fase di «pericolo», una relazione a firma dell’Ingegnere responsabile su quanto manifestatosi e sui provvedimenti adottati.
I destinatari della Relazione sono:
- DG Dighe / UTD di FIRENZE – Sede coordinata di PERUGIA, Agenzia regionale di Protezione Civile della Regione ABRUZZO – Sala Operativa Regione Lazio – Agenzia regionale di Protezione
Civile, Regione Marche – Direzione Protezione Civile e Sicurezza del Territorio (SOUP)

ALTRE FASI

COLLASSO

Fermi restando gli obblighi di cui alle precedenti fasi,
Informa immediatamente (modello di comunicazione allegato al DPC) dell’attivazione della fase di «collasso», specificando l’evento in atto e la possibile evoluzione
I destinatari della Comunicazione sono:
- Agenzia regionale di Protezione Civile della Regione ABRUZZO – Sala Operativa
- Centro Funzionale Regione Abruzzo
- Regione Lazio – Agenzia di Protezione Civile
- Regione Marche – Direzione Protezione Civile e Sicurezza del Territorio (SOUP)
- Prefettura di L’AQUILA
- Prefettura di TERAMO
- Prefettura di ASCOLI PICENO
- Prefettura di RIETI
- Autorità idrauliche regionali: Genio Civile di Teramo, Regione Marche – P.F. Tutela del Territorio di Ascoli Piceno, Direzione Regionale Lazio LL.PP. Stazione Unica Appalti Risorse Idriche Difesa del Suolo (Roma).
- Autorità Idrauliche provinciali: Provincia di L’Aquila, Provincia di Rieti, Provincia di Teramo
- UTD di FIRENZE – Sede coordinata di PERUGIA
- Dipartimento della Protezione Civile
- Comuni di: Campotosto (Aq), Amatrice (Ri), Accumuli (Ri), Arquata Del Tronto (Ap), Acquasanta Terme (Ap), Roccafluvione (Ap), Ascoli Piceno, Maltignano (Ap), Sant’Egidio Alla Vibrata (Te), Ancarano (Te), Colli Del Tronto (Ap), Spinetoli (Ap), Controguerra (Te), Monsampolo Del Tronto (Ap), Colonnella (Te), Monteprandone (Ap), Martinsicuro (Te), San Benedetto Del Tronto (Ap)

Contatti e info

Contatti e info

Ufficio: Protezione Civile Comune di Acquasanta Terme

Sede Istituzionale : Piazza XX Settembre, 12 - 63095 Acquasanta Terme (AP)

Sede Operativa: Via Salaria, 4 (Sede attuale provvisoria) -  63095 Acquasanta Terme (AP)

 

Responsabile

Ing. Mirco Piersimoni

Tel: 0736801262 Int. 452

Email: m.piersimoni@comune.acquasantaterme.ap.it

Vice Sindaco

Dott. Luigi Capriotti

Tel: 0736801262 Int. 434

Protezione Civile Regione Marche: http://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Protezione-Civile

Data Modifica:

28/05/2025, 20:39

Piani di emergenza