Descrizione
Il Documento di Protezione civile è predisposto dall’UTD (Ufficio tecnico per le dighe competente per territorio del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti - MIT), con il concorso dell’autorità idraulica competente per l’alveo di valle, della Protezione civile regionale, nonché del gestore e di tutte le componenti del sistema competenti territorialmente, ed è approvato dal Prefetto competente per il territorio in cui ricade la diga.
A seguito della definizione di una fase di allerta, così come definite nei vigenti Documenti di Protezione Civile, è necessario prevedere le azioni conseguenti per contrastare le situazioni di pericolo connesse con la propagazione di un’onda di piena originata da manovre degli organi di scarico ovvero dall’ipotetico collasso dello sbarramento.
La cosidetta “grande diga” che può interferire con il territorio comunale di Acquasanta Terme è la Diga di Poggio Cancelli.
3.6.1 DESCRIZIONE DELLA DIGA
La diga di Poggio Cancelli, iscritta al numero di archivio DGDighe n. S.N.D. 392/A, è ubicata nel Comune di Campotosto nella Provincia di L’Aquila.
La tipologia costruttiva della diga, definita ai sensi del D.M. 24/03/1982 e D.M. 26/06/2014, è in materiali sciolti di tipo zonato, e presenta, ai sensi della L. 584/94 un’altezza di 27,30 m ed un volume di invaso pari a 218.000.000 di mc.
Il Bacino idrografico di riferimento è quello del Fiume Tronto mentre il corso d’acqua che risulta sbarrato è il Rio Castellano in dx idrografica del Fiume Tronto. La superficie del bacino idrografico direttamente sotteso risulta pari a 47,50 Kmq mentre quella del Bacino allacciato pari a 96,0 Kmq.
L’utilizzazione prevalente è di tipo idroelettrico in esercizio normale. La quota massima di regolazione è a 1.317,50 m s.m., mentre la quota di massimo invaso è pari a 1.318,25 m s.m., con un volume di laminazione (compreso tra le quote di massima regolazione e massimo invaso) pari a
6.000.000 di mc.
La diga di Poggio Cancelli ha un franco (valutato ai sensi del D.M. 44/82) di 9,254 m.
Il serbatoio di Campotosto è sbarrato, oltre che dalla diga di Poggio Cancelli, anche dalle seguenti altre due “grandi dighe”:
- la diga di Sella Pedicate, posta a sud, sullo spartiacque tra il bacino del fiume Vomano e quello del Vallone S. Giovanni, realizzata per la maggior parte della sua lunghezza a gravità massiccia in calcestruzzo e per una minima parte in terra, per la quale, con nota n° 0028258 del 24/05/2018 è stato approvato dal Prefetto di L’Aquila l’ultimo aggiornamento del Documento di Protezione Civile (DPC) e con D.G.R. n. 482 del 05.08.2020 è stato approvato il Piano di Emergenza Diga (PED);
- la diga di Rio Fucino, posta a sud-est in corrispondenza dell'omonimo torrente, realizzata a gravità massiccia in calcestruzzo per la quale, con nota del 09/05/2018 n. 0024971, è stato approvato l’ultimo aggiornamento del DPC da parte della Prefettura dell’Aquila e con D.G.R. n. 650 del 04.11.2019 è stato approvato il Piano di Emergenza Diga (PED).
In sponda destra (rispetto alla diga di Rio Fucino) si trova una sella naturale denominata “Sella di Santa Maria degli Angeli”. Essa è stata interessata da interventi di controllo della piezometria (schermo di tenuta, sistema di gallerie con dreni nell’ammasso roccioso, articolata rete di piezometri e di misure delle filtrazioni). Sono anche monitorati gli spostamenti di alcune zone mediante un doppio sistema di pendoli rovesci.
La diga di Poggio Cancelli è munita unicamente di uno scarico di esaurimento a quota 1.297,76
m.s.m. per consentire il completo vuotamento della parte depressa del serbatoio in corrispondenza dell’opera. Il volume residuo è pari a circa 2.000.000 di mc.
La posizione della diga rispetto alla faglia attiva dei Monti della Laga e il rilievo geomorfologico dei corpi di frana presenti lungo le sponde del serbatoio di Campotosto risultano dalla cartografia ISPRA foglio CARG n. 349 scala 1:50.000 - Gran Sasso D’Italia - allegata al DPC della diga di Rio Fucino.
Circa 50 km a valle della diga di Poggio Cancelli sul fiume Tronto è presente l’invaso di Colombara, determinato dalla omonima diga, nel comune di Acquasanta Terme in provincia di Ascoli Piceno, di volume di invaso ai sensi della L. 584/94 pari a 500.000 mc. e volume di laminazione pari a 170.000 mc.
Lo sbarramento di Poggio Cancelli è privo di scarichi superficiali e profondi. Gli scarichi di sicurezza sono ubicati presso la diga di Rio Fucino. Per tale motivo sono integralmente richiamati i contenuti del Piano di Emergenza diga (PED) di Rio Fucino con particolare riferimento agli scenari di evento connessi al rischio idraulico a valle.
Disponibili al link https://www.regione.abruzzo.it/content/dighe-e-invasi
3.6.2 BACINO DEL FIUME TRONTO – RISCHIO ESONDAZIONE (Marche)
Il bacino del Fiume Tronto è costituito in gran parte da litotipi prevalentemente impermeabili che favoriscono complessivamente un elevato deflusso superficiale delle acque piovane e la possibilità di formazione di eventi di piena in considerazione degli alti valori che possono assumere i contributi
unitari, compresi tra 1,36 e 1,60 mc/sec per Km2, in grado di generare portate di piena dell’ordine di 1600–1900 mc/sec. Il tempo di corrivazione può raggiungere il valore di 16,5 ore.
Gli invasi presenti sono posizionati nella porzione montana del bacino e quindi possono consentire la laminazione delle onde di piena originatesi all’interno del relativo ambito territoriale.
Le principali criticità (aree a rischio esondazione elevato e molto elevato) presenti nel bacino del Fiume Tronto riguardano in particolare:
- il tratto a monte della confluenza con il Torrente Fluvione, dove le condizioni del corso d’acqua, in relazione anche all’andamento meandrante, pongono a rischio di esondazione, in occasione di eventi meteorologici eccezionali, entrambe le fasce laterali fino a monte dell’abitato di Ponte d’Arli.
FASI DI ALLERTA
FASI DI ALLERTA RELATIVE ALLA SICUREZZA DELLA DIGA E AZIONI CONSEGUENTI ALL’ATTIVAZIONE DELLE FASI (“RISCHIO DIGA”)
Le fasi di «preallerta», «vigilanza rinforzata», «pericolo» e «collasso» relative alla sicurezza della diga (“rischio diga”) sono attivate dal Gestore ricorrendo le condizioni di seguito stabilite e comportano le comunicazioni e le azioni di seguito parimenti indicate, oltre all’annotazione di attivazione e rientro sul registro della diga.
FASI DI ALLERTA RELATIVE AL RISCHIO IDRAULICO PER I TERRITORI A VALLE ED AZIONI CONSEGUENTI ALL’ATTIVAZIONE DELLE FASI (“RISCHIO IDRAULICO DI VALLE”)
Lo sbarramento è privo di scarichi superficiali e profondi. Non ci sono manovre di scarico da effettuare presso la diga di Poggio Cancelli in quanto gli scarichi di sicurezza sono presenti presso la diga di Rio Fucino.
Le fasi di “preallerta” e “allerta” relative al rischio idraulico per i territori di valle sono ricomprese ed esplicitate nel Documento di Protezione Civile della diga di Rio Fucino (con nota del 08/03/2024 n. 0013710 è stato approvato l’ultimo aggiornamento del DPC da parte della Prefettura di L’Aquila).
L’unico scarico presente è quello di esaurimento che ha una portata massima di 5m3/sec alla quota di massima regolazione utilizzato per il completo vuotamento del serbatoio a ridosso dell’opera a fini manutentivi. Per tale ragione non si ravvedono, relativamente alla diga di Poggio Cancelli, le
condizioni per l’attivazione delle procedure per “rischio idraulico a valle”, come definito dalla Direttiva. Le procedure di attivazione del suddetto scarico sono esplicitate nel Progetto di Gestione dell’invaso.
Altre disposizioni generali e sulle manovre degli organi di scarico
Le procedure di comunicazione stabilite dal presente Documento sono basate sulla efficienza della rete telefonica e/o internet, sulla efficienza della viabilità di accesso ai singoli impianti, nonché della rete elettrica.
Per eventi sismici o idraulici di forte intensità per i quali si verifichi la temporanea interruzione delle comunicazioni, sia di rete fissa che mobile, e/o problemi sulla viabilità, il Gestore dovrà acquisire con ogni mezzo disponibile le informazioni dalla diga, chiedendo l’eventuale supporto alle strutture operative territoriali di protezione civile, se necessario anche per l’accesso alla diga da parte dell’Ingegnere responsabile e di altro personale tecnico incaricato.
I flussi informativi e/o le richieste di supporto dovranno in tali condizioni convergere verso le Sale operative e/o verso i Centri di coordinamento dell’emergenza attivatisi, in particolare in presenza di danni, anomalie o malfunzionamenti, nelle more del ripristino delle comunicazioni.
In sintesi le fasi di allerta generalmente previste nei Documenti di Protezione Civile sono:
• rischio diga:
- Fase di Preallerta;
- Fase di Vigilanza Rinforzata;
- Fase di Pericolo;
- Fase di Collasso.
• rischio idraulico di valle:
- preallerta per rischio idraulico
- allerta per rischio idraulico.
A seguito della definizione di una fase di allerta, è necessario prevedere le azioni conseguenti per contrastare le situazioni di pericolo connesse con la propagazione di un’onda di piena originata da manovre degli organi di scarico ovvero dall’ipotetico collasso dello sbarramento. Tali azioni sono riportate nel Piano di Emergenza Dighe (PED).